UNA FINESTRA APERTA SUL MONDO

UNA FINESTRA APERTA SUL MONDO

Da 10 anni a Montegranaro ci si ritrova, un sabato mattina al mese. Per ascoltarsi, condividere esperienze e riflettersi anche nelle storie altrui. In gruppo. Anzi, in un Gruppo Sociale incanalato in un percorso socio-riabilitativo per pazienti psichiatrici. All’interno di uno spazio messo a disposizione da un’associazione impegnata nella divulgazione di una disciplina straordinaria come la fotografia (quasi a simboleggiare la necessità dell’arte, e non solo, come canale di comunicazione), tra i 15 e i 17 utenti hanno spalancato questa autentica “finestra di apertura sul mondo”, come da definizione coniata da uno di loro.

Un coro di esperienze, che può essere riverberato anche attraverso ulteriori riflessioni, raccolte a microfono acceso.

“Rappresenta un luogo di incontro e serve a togliere la solitudine”.

“Mi ha dato coraggio, solidarietà, sono stata bene insieme agli altri”.

“Riesco in maniera migliore a parlare dei miei problemi e delle mie difficoltà in presenza di altre persone”.

“Sono molto migliorato stando con gli altri, sono migliorati il mio umore e il mio carattere”.

“Stare con gli altri mi ha fatto stare meglio”.

“Penso di aver ricevuto l’esperienza di tutti quanti, che mi è servita per la vita personale”.

“Il mio atteggiamento è cambiato nella confidenza e nel tempo”.

“Mi ha fatto stare meglio perché ho partecipato a tante iniziative”.

Ed eccole, appunto, le varie iniziative. Il cinema. Una mostra con i loro quadri. Il giornalismo. E poi cortometraggi, canzoni, brani di libri, momenti di svago, gioco e relax.

A gestire e seguire il Gruppo Sociale è un’equipe coordinata da Daniela Torquati e formata da diversi assistenti sociali che, su base volontaria, collaborano con il Servizio Sociale del Dipartimento di Salute Mentale dell’Area Vasta 4. “La salute mentale offre un panorama molto diverso di tipologie di disturbo – commenta -. Un elemento importante che accomuna le persone con un disagio è quello di riuscire a malapena a parlare con gli altri, a rendersi conto anche di chi gli sta vicino, ad aprire la propria esperienza all’altro”.

Per questo dare uno spazio di protagonismo alle persone aiuta in qualche modo le stesse a comunicare tra loro, ad esprimersi, a parlare dei loro problemi e anche a condividere esperienze, persino giocando insieme. Facendo sì che nella loro vita entri anche l’altro. “Credo che lo stare insieme sia servito a superare tanti di questi momenti – aggiunge – e anche a protrarre nel tempo la voglia di partecipare, diventando uno strumento che il Servizio Sociale che sicuramente può utilizzare”.

Cecilia Messineo, una delle assistenti sociali inserite nell’equipe, rimarca come nel disagio mentale il Gruppo costituisca un modello operativo ed un metodo duttile e articolato in più azioni, utile a far sperimentare ai partecipanti le capacità sociali parlando ‘in pubblico’. “Attraverso l’interazione guidata e controllata, il Gruppo lavora prioritariamente in una dimensione circoscritta, accogliente e rassicurante, che tende poi alla formazione di una coscienza sociale, come dimensione ‘pubblica’ per riaffermare l’esserci di ogni membro nel partecipare a una cittadinanza consapevole e responsabile”.

“Siamo un equipe multidisciplinare – ribadisce Gianluca Boccanera -, quindi è importante per noi confrontarci con altri colleghi che provengono da altre formazioni, come educatori e psicologi. E i ragazzi beneficiano delle nostre professionalità e della nostre diversità. Ho lavorato per quasi 6 anni per un progetto per richiedenti asilo e ho pensato di proporlo all’esperienza del Gruppo Sociale, proposta che è stata accolta con entusiasmo”.

“La parte che mi ha stupito di più – sottolinea Michela Valeri – è stata la forte partecipazione all’esperienza del gioco, che ci ha portato sia a conoscerci meglio tra operatori e utenti, sia a tirare fuori delle storie”.

Favole, come conclude Michela, alimentate da una vera complicità. E dalla professionalità di chi, dentro quel Gruppo Sociale, ha messo la propria vita accanto a quelle di altri. In un lungo ed entusiasmante tragitto, consumato insieme. Incontro dopo incontro. Pagina dopo pagina. Scatto dopo scatto.

[testo, foto e video a cura di Andrea Braconi]





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