CONSIGLIO TERRITORIALE DI DISCIPLINA MARCHE

Consiglio Territoriale di Disciplina : Composizione e Regolamenti di riferimento

Report Presidente CTD quadriennio 2018-2021

Report Presidente A quadriennio 2018-2021

CTD quadriennio 2018-2021 Composizione

news del 1/09/2019

A seguito degli incontri tenutisi con la Commissione consultiva per l’autorizzazione alla
formazione continua e con il gruppo di lavoro in occasione della Conferenza dei Presidenti del
21 e 22 giugno u.s., la Commissione Etica, Deontologia e Ricorsi ha ritenuto di apportare alcune
modifiche al Regolamento per il funzionamento del Procedimento Disciplinare Nazionale.
Con delibera n. 119 del 26 luglio u.s. il Consiglio nazionale ha approvato le modifiche al
Regolamento per il funzionamento del Procedimento Disciplinare Nazionale, ridefinendone il
testo , con decorrenza dal 1° settembre 2019.

all. delibera 119 – Reg.nto disciplinare nazionale

Regolamento funzionamento procedimento disciplinare locale agg settembre 2019

regolamento commentato agg settembre 2019

linee guida

news del 4/01/2019

In vigore  dal 1 gennaio 2019 il nuovo Regolamento per il funzionamento del procedimento disciplinare locale.

Con Delibera n. 160 del 15 dicembre 2018 il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali ha approvato il nuovo Regolamento per il funzionamento del procedimento disciplinare locale, in vigore dal 1° gennaio 2019.

Si tratta di interventi che non trasformano la sostanza e l’essenza dell’impianto ma che  contribuiscono a chiarire alcuni passaggi sensibili e a rispondere ad alcune delle questioni più significative emerse dal processo di dialogo con i territori.

Si pubblica il testo del nuovo Regolamento, recepito integralmente da questo Consiglio Regionale nella seduta del 14/01/2019 con delibera n. 11/2019. Il testo è reperibile anche su Amministrazione Trasparente/Atti Generali.

REGOLAMENTO 01 01 19

 

————————————————————————————————————————————————————

2018

http://www.cnoas.it/Consigli_di_Disciplina/Territoriali.html

regolamento per il funzionamento del disciplinare locale

regolamento per il funzionamento del disciplinare locale commentato

linee guida

 

News del 3/1/2018

Avviso in merito all’entrata in vigore del nuovo Regolamento per il procedimento disciplinare locale – 1 gennaio 2018

  Con delibera n. 173 del 18 novembre 2017, dopo gli incontri della Commissione Etica, deontologia e ricorsi con i rappresentanti dei Consigli Territoriali di Disciplina ed i delegati dei Consigli regionali dell’Ordine. il Consiglio nazionale ha approvato alcune modifiche al Regolamento per il procedimento disciplinare locale , migliorando alcuni aspetti rispetto al regolamento attualmente vigente, nell’ interesse della professione e dei cittadini fruitori di interventi di Servizio Sociale professionale;

Regolamento Funzione disciplinare del 175-2013 -108-2017

—————————————————————————————————————————————————————-

Il D.P.R. 137/2012 ha disposto una riforma sostanziale della funzione disciplinare in capo agli Ordini professionali, in quanto ha sancito la divisione tra funzione amministrativa, che rimane ai Consigli Regionali dell’Ordine, e quella disciplinare che va affidata ai Consigli Territoriali di Disciplina.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine, in attuazione dell’art. 8, commi 7 e 8 del DPR 7 agosto 2012, n. 137, nonché dell’art. 3, comma 5, dl. 138/2011, lett. F, ha provveduto, in data  22/06/2013 ad approvare definitivamente il Regolamento istitutivo dei Consigli Regionali di Disciplina, con il parere positivo del Ministero della Giustizia. Il Regolamento è entrato  in vigore il 01/11/2013.

Presso ogni Consiglio Regionale dell’Ordine è costituito un Consiglio Territoriale  di Disciplina.

Il Consiglio Regionale (organo elettivo ) ed il Consiglio Territoriale di Disciplina (organo nominato dal Presidente Del tribunale Ordinario di Ancona) sono due organi diversi e distinti :tutto ciò che afferisce ai provvedimenti disciplinari , viene gestito esclusivamente dal Consiglio Territoriale di Disciplina, cosi come da regolamento del procedimento disciplinare  locale. 

La sede del Consiglio regionale di Disciplina per il nostro ordine Regionale  è presso l’Ordine Assistenti Sociali della Regione Marche

I Consigli di disciplina sono organismi terzi,  hanno la funzione di separare il Consiglio di Disciplina dall ’operatività dei Consigli, a tutela della professione ma soprattutto di coloro che si rivolgono ai servizi sociali. L’azione disciplinare è esercitata dal Consiglio di disciplina costituito presso il Consiglio regionale dell’Ordine nel cui albo il professionista è iscritto.

CTD quadriennio 2014-2028 Composizione

Per la costituzione e il funzionamento dei Consigli Regionali di Disciplina si rimanda  rispettivamente ai seguenti Regolamenti:

Regolamento recante i criteri per la designazione dei componenti i Consigli regionali di disciplina (in vigore dal 01/11/2013)

Regolamento per il funzionamento del Procedimento Disciplinare Locale (in vigore dal 01/01/2014, aggiornato al 30/06/2015 con  modifica CNOAS,   all’art. 25 )

 

 

Dal sito CNOAS:

Il Consiglio nazionale dell’Ordine ha predisposto una versione commentata del Regolamento per l’esercizio della funzione disciplinare locale (Delibera n. 175 del 15 novembre 2013).

Come si legge nella prefazione del documento, “la creazione dei Consigli di Disciplina e la loro separazione dai Consigli Nazionale e Regionali dell’Ordine, previste dal DPR 137/12, esplicita la volontà del legislatore di dare tutela agli interessi dei cittadini nei confronti di professionisti che, per intuibili motivi, sono in una posizione di forza rispetto al cliente/utente/persona che a loro si rivolge”.

Si evince così, pur con tutti i limiti spesso ricordati, la volontà del DPR 137/12 di rendere le professioni in Italia più vicine ai bisogni del cittadino e trasparenti verso chi ad esse si rivolge.

“La tutela della professione che gli ordini devono esercitare deve avere come obiettivo chi si rivolge alla professione. Di contro, la professione deve essere tutelata da coloro che non la esercitano in forma adeguata, formata e corretta. Questa prospettiva finisce per coincidere con il nuovo assetto che le recenti riforme conferiscono alla funzione disciplinare, sempre più orientata alla tutela dell’interesse pubblico (riferibile cioè a tutti i cittadini) al corretto esercizio della professione, piuttosto che alla tutela dell’interesse collettivo del gruppo sociale professionale (riferibile agli iscritti negli albi)”.