Genitori si diventa, giocando

Genitori si diventa, giocando

Dalle parole di Cecilia Collamati emerge tutta la forza del progetto “Gruppo di genitori in gioco”, attivato dai Consultori Familiari di Falconara e Chiaravalle, che vede anche la collaborazione delle assistenti sociali Anna Maria Moscatelli e Paola Egidi.

Tuffiamoci insieme, quindi, alla scoperta di un altro lato di questa professione.

Sempre più frequentemente l’Autorità Giudiziaria chiede ai consultori familiari di affiancare i genitori nello svolgere il proprio ruolo attraverso percorsi di sostegno alla genitorialità.

Diventare genitori è un evento stravolgente che porta con sé nuove e grandi sfide.

Capita spesso che, nello svolgere il ruolo genitoriale, l’adulto si trovi in difficoltà; difficoltà che possono essere legate alle più svariate cause: un evento inaspettato, la propria storia personale, una condizione di dipendenza, una malattia, o più semplicemente la mancanza di esperienza e di riferimenti validi.

Come Assistenti Sociali dei Consultori Familiari di Chiaravalle e Falconara abbiamo pensato di elaborare un progetto di aiuto specifico.

Convinte che il sostegno alla genitorialità rientri tra le competenze dell’assistente sociale del consultorio familiare, partendo dal presupposto che un intervento socio-educativo sia importante per recuperare una genitorialità positiva e che il gruppo costituisca una grande risorsa abbiamo costruito un percorso che parte da una prospettiva diversa: approfondire il rapporto con i genitori per portare alla luce le loro potenzialità.

Far emergere, in un contesto gruppale, le risorse dei genitori e potenziarle, arricchendo così le loro capacità educative anche grazie alla condivisione e al confronto. In questo modo gli adulti che sono responsabili della più piccola e più importante società umana, la famiglia, contribuiscono al benessere dei bambini e degli adolescenti di oggi e in prospettiva futura della società di domani.

Con l’appoggio (non mi piace molto) della Responsabile dell’Unità Operativa Attività Consultoriali, dopo aver conosciuto esperienze attuate in altre realtà territoriali, abbiamo discusso la nostra idea in equipe con i colleghi psicologi e l’abbiamo poi presentata agli assistenti sociali dei Comuni dell’ambito territoriale.

E’ nato così “Gruppo di Genitori in Gioco”, un percorso rivolto a genitori in carico ai Servizi territoriali, la maggior parte dei quali segnalati dall’Autorità Giudiziaria.

I genitori vivono un’esperienza di gruppo in cui, guidati dagli operatori, si mettono in discussione, si confrontano, individuano e rafforzano le proprie risorse personali.

Negli otto incontri, a cadenza settimanale, stimolati dalle attività proposte dalle assistenti sociali, i genitori si mettono in gioco: guardano video, lanciano dadi e muovono pedine in caselle che li portano a viaggiare nel mondo delle proprie emozioni e dei propri vissuti. Si lasciano coinvolgere in attività che li sollecitano a riflettere, a raccontare di sé e ad ascoltare i racconti dell’altro.

Ogni incontro è dedicato ad una tematica collegata a particolari criticità e le attività proposte mirano ad aiutare i genitori a non cercare una soluzione immediata, ma a pensare, a riflettere rileggendo e riorganizzando la propria esperienza, tenendo conto del punto di vista altrui, per affrontare con atteggiamento nuovo e creativo le decisioni richieste dal quotidiano. E’ un percorso inaspettato che sicuramente arricchisce.

I genitori, inizialmente scettici, si appassionano e partecipano con entusiasmo creando un legame con gli altri partecipanti al gruppo, genitori di figli che appartengono alla stessa fascia di età. Al termine del percorso affermano di sentirsi “genitori migliori” perché sentono di aver acquisito conoscenze e vissuto nuove esperienze che li hanno stimolati. La partecipazione al gruppo li solleva, li fa sentire “meno soli”.

Si ridimensiona in parte la relazione con il Servizio e l’approccio all’operatore: emerge concretamente e viene percepito il ruolo di aiuto dell’assistente sociale, troppo spesso descritto e vissuto come controllante e minaccioso.

Gli operatori dal canto loro hanno l’occasione di conoscere in modo diretto la parte più autentica dei genitori e questo gli permette di individuare e stimolare concretamente le loro potenzialità. L’intimità che si crea nel gruppo consente inoltre agli operatori di ascoltare testimonianze di genitori sulla propria esperienza di bambini seguiti a loro volta dai servizi; il loro vissuto è sicuramente un grande stimolo di riflessione.

[foto e video di Andrea Braconi]











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