12 giugno: giornata internazionale contro il lavoro minorile

12 giugno: giornata internazionale contro il lavoro minorile

Il 12 giugno ricorre la giornata mondiale contro il lavoro minorile, fenomeno che comprende varie forme di sfruttamento e abuso spesso causate da condizioni di estrema povertà, dalla mancata possibilità di istruzione, da situazioni economiche e politiche in cui i diritti dei bambini non vengono rispettati.
Ai bambini in situazione di lavoro minorile viene negato il diritto di andare a scuola, la possibilità di giocare e di godere dei loro affetti. Molti bambini sono coinvolti nei processi produttivi dell’economia globalizzata: in agricoltura, in miniera, nei servizi e nelle industrie per la produzione di beni destinati all’esportazione. Essi sono spesso reclusi, emarginati, esposti a sofferenze fisiche e psicologiche.
Il lavoro minorile è un fenomeno di dimensioni globali. Secondo le ultime stime dell’ILO , sono ancora 152 milioni i bambini e adolescenti — 64 milioni sono bambine e 88 milioni sono bambini — vittime di lavoro minorile. Metà di essi, 73 milioni, sono costretti in attività di lavoro pericolose che mettono a rischio la salute, la sicurezza e il loro sviluppo morale. Secondo le indagini, in Italia, si stima che i minori tra 7 e 15 anni che lavorano potrebbero essere circa 260.000, oltre il 5% della popolazione in età, contro una media europea dell’1,5%.
La realtà che questi dati ci descrivono è inaccettabile.
Come affermato anche dal Direttore Generale dell’OIL, solo un sistema di protezione sociale inclusivo permette alle famiglie di poter mandare i propri figli a scuola anche in un contesto di vulnerabilità e difficoltà economica. Ci troviamo in un momento cruciale e molto dipende dalla qualità della nostra risposta. È il momento di rinnovare con forza il nostro impegno per invertire la rotta e spezzare il ciclo della povertà e del lavoro minorile.

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